Archivio | Lettere dal fronte RSS feed for this section

Lettere dal fronte – I

21 Gen

Cara Madre, Signor Padre,

molto tempo è trascorso dall’ultima mia, e me ne dolgo.
Spero che Voi ed i miei fratelli stiate bene, e che la faccenda di cui mi scriveste riguardo l’eredità dello zio E. sia volta per il meglio.

Poche notizie arrivano qui al fronte, e spesso così inverosimili da apparire se non propaganda di mistificatori nemici, quantomeno frutto di grossolani errori di comunicazione.
Non posso credere che il nostro Primo Ministro si intrattenga con le meretrici e folleggi senza ritegno mentre la gente è allo stremo per le spese di guerra.

Non posso dilungarmi né raccontarvi ciò che accade qui a causa del segreto militare, vi basti sapere che io sto bene; alcuni mesi fa sono stato ferito durante un’azione ed ho trascorso molto tempo in ospedale, ma i medici sono riusciti a salvarmi la vista, seppure il mio braccio sinistro ora sia vapormeccanico. Non piangete, Madre: i migliori chirurghi ed ingegneri del paese hanno messo a punto tutta una gamma di prostetiche meccanizzate che non solo sostituiscono in pieno le funzionalità del meraviglioso organismo umano, ma se possibile le superano: la forza del metallo e la sua impermeabilità al dolore aggiungono valore al cuor del guerriero.

Lo stesso Generale G., gravemente ferito ad una gamba, ora guida le sue camicie non come un mutilato, ma in guisa di superuomo di cuore e acciaio.

Spero in cuor mio di potervi riabbracciare presto in un’Europa pacificata, in una patria libera e serena, senza preoccupazioni per il futuro.
Vi bacio, scriverò non appena di ritorno dalla prossima azione.

Sinceramente vostro,
Antonio.

Annunci