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Traumi

4 Apr

Ti lascio.

Cosa?

Ho detto che ti lascio.

Ma perché? Cosa ho fatto?

Niente. Fottiti.

Ora mi spieghi.

Non c’è niente da spiegare. Lo sai.

Lo so cosa?

Lo sai e basta. Non ho più voglia di parlare.

Ma che cazzo stai dicendo. È uno scherzo? Dài, piantala.

Ho detto basta. Non ti sopporto più.

Ma cosa ho fatto? Ti ho fatto qualcosa? Dimmello.

Ti ho detto basta. Lasciami stare. Non ho voglia di parlare, mi stai angosciando.

Ma non puoi troncarla così, dimmi qualcosa checcazzo. Ma cosa ti salta in testa, di punto in bianco. C’è un altro?

Ecco, ora dev’esserci un altro. Ma non l’hai capito?

Capito cosa?

Eh.

CAPITO COSA?

Eh, lo sai.

Diocristo Sara, spiegami.

Basta. Non c’è niente da dire.

Ma quindi? Ora cosa vuoi fare? Finisce così?

Cioè, mi lasci così senza possibilità di appello?

E tutti i nostri progetti? Tutto buttato nel cesso?

Piantala. Ho detto basta.

Ma… oddio ti ho dato gli anni migliori della mia vita e tu mi lasci così senza farmi neppure capire cosa abbia sbagliato. Sei… sei… oddio non ho parole… non potrò mai più fidarmi di una donna.

Hai finito? Io devo andare, è venuta mamma a prendermi.

È un addio?

E mollami, cretino.

Sara!

Che c’è ora?

Posso tenere i tuoi timbrini colorati?

Riportali domani e lasciali alla maestra. Non voglio più parlarti. Addio.

Reality Show

22 Nov

Dopo un’abbondante colazione a base di pane e burro, Giovanni e Sara si recarono all’esecuzione capitale.

Piazza dei Cavalieri era gremita dell’abituale folla della domenica mattina, più che altro gente dei paesi vicini in città per il mercato degli orrori. Già da tempo le esecuzioni non suscitavano più quel fascino dei primi tempi e la gente di città preferiva passare il giorno libero a riposare sulle rive del fiume o in campagna ad arrostire.

‘Guarda, sta arrivando il carro!’

I bambini erano gli unici a conservare il genuino buonumore alla vista dei condannati. Giovanni ci pensava spesso: i nuovi nati non avevano mai visto un frigorifero in funzione -o la televisione- e non gliene poteva fregare di meno. Per loro i racconti dei grandi erano solo racconti, niente di diverso da Robin Hood o altre storie. Nel giro di una o due generazioni tutte le vestigia del passato sarebbero diventate leggenda. Un nuovo medioevo.

Per lui era diverso: lui ricordava suo padre al computer, i film ed i cartoni animati e le giostre. Era anche stato su un aereo, e spesso in treno. Sara aveva ricordi più sbiaditi: era più giovane di qualche anno, anche se in quanto a maturità probabilmente lo superava. Era nata quando le bombe avevano iniziato a cadere, rimasta orfana quasi subito. I suoi l’avevano adottata che avrà avuto si e no quattro anni e da allora era cresciuta forte e fiera.

I condannati vennero fatti salire sulle scale del palazzo, dove tutta la folla poteva vederli. Un drappello di guardie circondava la scala tenendo a bada i curiosi. I tre esecutori controllavano il funzionamento della forca, mentre il capitano si aggirava con aria grave in attesa di dare il via. Giovanni sorrise a Sara e lei gli mandò un bacio, poi rimasero a penzolare nel vuoto.