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Miti del passato

18 Gen

Palinsesto non era mai stato contento del suo nome. I suoi genitori, appassionati di mitologia, l’avevano battezzato come il dio messaggero, “Colui che decide quale messaggio degli dei debba arrivare gli uomini”. Insieme a sua sorella Velina ed al piccolo Giansottosegretario facevano un bel trio di nomi ricercati che non mancava di creargli problemi con i compagni di scuola.

Velina, in particolare, non riusciva a prendere più della stretta sufficienza al corso di Pompini, corso fondamentale del suo Liceo Artistico, tanto che la mamma stava pensando di farle cambiare scuola. Non era tanto che non fosse portata, è che la professoressa l’aveva presa in odio -diceva Velina- per una storia di fidanzati rubati e orecchini copiati.

“Palinsesto, piantala di studiare! Vuoi diventare comunista?”

Sua madre era sempre stata preoccupata dalla passione di suo figlio per i libri. Va bene studiare per passare i corsi, ma farlo anche nel tempo libero, soprattutto alla sua età, era veramente un tratto inquietante.

“Ancora un attimo!”
“Poche storie, accompagna tuo fratello a guardare il Grande Fratello”
“Ufff-”

Con malagrazia Palinsesto si alzò, afferrò il piccolo Giansottosegretario per un braccio e senza che questi perdesse il sorriso ebete da bambino del Tecnico Elementare lo trascinò nella piazzetta vicino casa dove era allestita la casa di vetro del Grande Fratello di quartiere. Questo mese toccava al fornaio che si era subito fatto amare con grandi erezioni mattutine e crasse barzellette ai danni del giornalaio di fronte. La folla apprezzava e gli lanciava panini, dolci e qualche frutto dall’apposita fessura.

“Eh ma li prendiamo, siòr capitano”
“Te lo dico io, questi sono gente di qui”

Era un gruppo di guardie della Ronda Comunale. Stavano osservando con fastidio l’ennesima scritta sul muro imbiancato di fresco. Solita matrice, solita firma: una stella a cinque punte.

“Ma cosa l’é che vol dire, siòr capitano sta roba?”
“Ecco, Brisighella, veda di fare il suo lavoro e trascrivere. A queste cose lasci pensare gli ufficiali.”
“Sì siòr capitano.”

Palinsesto li osservò con la coda dell’occhio e sorrise. Poveri bifolchi, non sapevano neanche cosa volesse dire. Non avevano studiato la storia, non conoscevano i grandi movimenti culturali del primo impero. Le grandi opposizioni a Cesare Berlusconi primo e la sua torma di malvagi. Solo lui e pochi altri avrebbero colto, ma gli importava poco: in cuor suo sapeva di essere un eroe, a modo proprio.

“Allora copio tutto, eh.”
“Tutto.”
“Unica Soluzione L’Autoformazione ★”

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